Isili, in breve
Isili (Ìsili in sardo) è un comune italiano di 2 414 abitanti della città metropolitana di Cagliari. Situato nella regione storica del Sarcidano, che dista circa 71 chilometri a nord di percorso stradale dal capoluogo regionale, 105 da Nuoro, 66 da Oristano e 162 da Sassari. La casa comunale è ubicata a 523 metri sul livello del mare.
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Il territorio risulta abitato fin dal Neolitico, come testimoniano vari insediamenti e numerose domus de janas. In seguito fu colonizzato dai romani, i quali lo sottrassero all'influenza cartaginese nel II secolo a.C. Importanti insediamenti romani sono presenti nella zona confinante con Nurallao, dove sorgeva l'antica Bidda Beccia (Borgo Antico), e ai confini con Nurri e Serri, nella zona di Baraci, dove sorgeva il borgo di Biora. In epoca medievale Isili faceva parte della curatoria di Siurgus nel Giudicato di Cagliari. Alla caduta del giudicato (1258) passò ai pisani, e successivamente (1324) agli aragonesi che lo concessero in feudo alla famiglia Carroz.
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I luoghi di culto di maggior interesse sono: la chiesa parrocchiale di San Saturnino la chiesa di San Giuseppe Calasanzio, realizzata tra il 1661 e il 1737 dai Padri Scolopi, che la dedicarono a Sant'Efisio; sulla facciata sono presenti due portici e un portale ligneo decorato con colonne tortili; la chiesa di Sant'Antonio di Fadali, situata nell'omonima località tra le campagne di Isili e Villanovatulo. La chiesa risalente al 1500 e dedicata a Sant'Antonio da Padova, è stata abbandonata dal culto sino alla fine degli anni novanta del XX secolo quando, grazie all'intervento della famiglia Mura che ne ha curato il restauro, è stata resa ai fedeli; la chiesa di San Sebastiano, nell'isolotto del lago di Is Barrocus; Santa Maria, a Zaurrai;
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Le tradizioni del passato rivivono nell'importante Museo dell'Arte del Rame e del Tessuto (Marate), che espone i tradizionali manufatti di rame e i tappeti variopinti, che nel passato rappresentavano gli elementi più caratteristici delle produzioni locali. Il Comune ospita anche una fornita biblioteca, sulla quale è imperniato il sistema bibliotecario dell'intera zona del Sarcidano. Nel comune sono presenti una scuola dell'infanzia (intitolata a Giuseppe Orrù), un istituto comprensivo (comprendente scuola dell'infanzia, scuola primaria intitolata a Nino Sistu e scuola secondaria di primo grado intitolata a Mario Atzori), il Liceo Pitagora (liceo scientifico, classico, liceo linguistico e liceo delle scienze umane), il Centro territoriale permanente per l'istruzione degl…
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Nel comune sono presenti una scuola dell'infanzia (intitolata a Giuseppe Orrù), un istituto comprensivo (comprendente scuola dell'infanzia, scuola primaria intitolata a Nino Sistu e scuola secondaria di primo grado intitolata a Mario Atzori), il Liceo Pitagora (liceo scientifico, classico, liceo linguistico e liceo delle scienze umane), il Centro territoriale permanente per l'istruzione degli adulti con ambito di competenza nell'11º distretto scolastico e un istituto tecnico commerciale e per geometri (intitolato a Gino Zappa).
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Paese tradizionalmente agricolo, pastorale e artigianale, nel corso degli ultimi decenni la sua struttura economico-sociale è cambiata radicalmente, con l'affermazione del settore terziario quale principale comparto economico e contemporanea riduzione dei rami tradizionali, in virtù soprattutto delle sedi di uffici ed enti che sono presenti nel comune e dell'ospedale San Giuseppe. Nel corso degli anni ha assunto sempre maggior rilevanza economica la coltivazioni di ortaggi, fra i quali i rinomati "pomodori di Isili", collocati principalmente sul mercato isolano.
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Isili si eleva ai margini di un altopiano che si affaccia sulla vallata del Sarcidano, in un paesaggio caratterizzato da estese valli e colline. La superficie pianeggiante, resa fertile da numerosi fiumi e ruscelli, è coltivata soprattutto a cereali e foraggi. Le abbondanti acque del territorio sono imbrigliate dalla diga realizzata nella gola di Is Borrocus (il cui nome è stato erroneamente storpiato secondo il lessico campidanese in "Is Barrocus", divenuta poi la denominazione ufficiale dell'invaso), tra il 1985 e il 1991, che, ostruendo il corso del fiume, ha creato un bacino artificiale nel quale spicca un isolotto formatosi per effetto del riempimento dell'invaso, sul quale è presente una vecchia chiesetta (ristrutturata) intitolata a San Sebastiano.
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