Samassi, in breve
Samassi è un comune italiano di 4 660 abitanti della provincia del Medio Campidano in Sardegna. Dista circa 38 km da Cagliari, è attraversata dal fiume Mannu, e dalla linea ferroviaria Cagliari-Golfo Aranci.
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I primi insediamenti umani a Samassi risalgono al neolitico. Nel suo territorio sono stati rinvenuti reperti risalenti a periodo prenuragico come asce, teste di mazza, fusoliere e oggetti di ossidiana utili alla caccia e alle attività domestiche. Sono tanti infatti i ritrovamenti casuali fatti soprattutto in regione Palaziu appartenenti alla cultura di Bonnannaro o a quella Monte Claro. Di particolare risonanza fu il ritrovamento, in località Sa Mandara, di un idolo raffigurante forse la Dea Madre e un busto frammentario di un personaggio maschile, appartenenti alla cultura di Bonu Ighinu, ora esposti al Museo archeologico nazionale di Cagliari.
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Tra i luoghi di interesse del comune vanno citate la chiesa di San Giuseppe Patriarca, la chiesa di Santa Margherita di Antiochia, la chiesa campestre di Sant'Isidoro e Sant'Anna, infine la chiesa di San Geminiano (nei cui dintorni è stata ritrovata una delle poche necropoli vandaliche della Sardegna), dell'XI secolo e intitolata al santo, la cui festa ricorre il 16 settembre (santu Millau). Da segnalare inoltre la chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato, realizzata in blocchi di Tufo in stile gotico-aragonese, risalente alla fine del 1500.
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Tra le manifestazioni locali il Carnevale samassese è uno dei maggiori del Campidano. I festeggiamenti popolari in occasione del Carnevale sono a Samassi ben radicati nella tradizione, documentata storicamente sin dalla metà del XIX secolo. Nell’immediato secondo dopoguerra si sviluppa il moderno Carnevale samassese che sin dagli inizi abbinerà alle maschere tradizionali di adulti e ragazzi (is mascareddas) e alle fritture dei dolci tradizionali (parafrittus e tzippuas), il corso mascherato che, dai primi semplici carrelli agricoli gremiti di bambini in costume, si imporrà in pochi anni come uno dei principali carnevali in Sardegna anche per la presenza dei grandi carri in cartapesta di 5-6 metri di altezza.
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Il paese basa la sua economia sull'agricoltura ed è fra i centri agricoli più produttivi del medio Campidano. Fra le colture più ricorrenti vi sono il frumento, la vite, il pomodoro da industria e l'orticoltura in generale. La coltura prevalente è tuttavia il carciofo. Modesta è la presenza dell'industria manifatturiera, conserviera e artigianale.
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