Senorbì, in breve
Senorbì (Senobrì in sardo) è un comune italiano di 4 774 abitanti della città metropolitana di Cagliari. Principale centro per popolazione della regione storica della Trexenta, ha le due frazioni Arixi e Sisini.
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La zona di Senorbì, e della Trexenta più in generale, fu abitata già in età prenuragica. Il ritrovamento della celebre Mater Mediterranea, idoletto cicladico del III millennio a.C. rappresentante la dea madre, testimonia anche gli scambi avvenuti con le civiltà protostoriche più evolute del periodo, come quella delle isole Cicladi. Durante il periodo nuragico il territorio fu abitato con continuità. Probabilmente furono numerosi i nuraghi presenti nel territorio in quell'epoca. Nell'agro di Senorbì sono rimasti visibili solamente tre nuraghi: a Sisini, sul piccolo colle di Simieri e sul monte Uda.
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Di rilievo architettonico, la chiesetta romanica di Santa Maria della Neve (sec. XIII), un tempo intitolata a San Nicola e facente parte del villaggio scomparso di Segolay, la chiesa parrocchiale di Santa Barbara e la chiesa di San Sebastiano. Nelle campagne di Senorbì vi sono alcuni importanti resti di chiese appartenenti a villaggi scomparsi intorno al XIV secolo. Nei pressi del nuraghe di Simieri, al confine tra i territori di Senorbì, Selegas e Suelli, vi sono i resti di una chiesa intitolata a Nostra Signora d'Itria, un tempo facente parte del villaggio di Arco. In prossimità della frazione di Sisini, ma in territorio di Siurgus Donigala, è presente il rudere della chiesa che fu intitolata a Santa Maria, un tempo parrocchiale del villaggio scomparso di Sarasi.
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Il Museo archeologico comunale "Sa Domu Nosta" ha sede in una casa padronale il cui impianto originario risale agli inizi dell'Ottocento. L'edificio si sviluppa intorno a una corte chiusa, al cui interno è stato ricavato un pozzo. Nei primi anni del XX secolo venne costruito il piano superiore, che attualmente ospita il museo. La prima sala presenta alcuni manufatti provenienti dalla zona comunale, datati a un periodo compreso fra il Neolitico (III millennio a.C.) e l'epoca medievale (XIV secolo). Le vetrine dedicate alla Preistoria contengono oggettistica in pietra e ceramica della cultura di Ozieri, di Monte Claro, del Campaniforme e di Bonnanaro, scoperti sia in necropoli sia in abitazioni.
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Oltre che grosso centro agricolo, in virtù delle estese e fertili campagne, è divenuto un importante centro commerciale. Occupa inoltre da tempo un primissimo ruolo nel settore terziario, sia in virtù della presenza di due istituti di istruzione superiore, sia per via di vari uffici pubblici che a Senorbì hanno posto le loro basi. L'Istituto d'Istruzione Superiore "L. Einaudi" e l'Istituto Professionale per i Servizi per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale richiamano quotidianamente centinaia di ragazzi da centri abitati che distano anche 30 km. Tra gli uffici pubblici: Asl, Inps, Centro per l'impiego (Cpi) fanno del paese il motore della Trexenta.
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Nel territorio di Senorbì sono presenti due corsi d'acqua: il rio Santu Teru e il rio Cardaxius, che confluiscono in corrispondenza del ponte sulla Strada statale 547 che conduce a Sant'Andrea Frius.
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