Sardara, in breve
Sardara (Sàrdara in sardo) è un comune italiano di 3 688 abitanti della provincia del Medio Campidano, nell'antica subregione storica del Monreale. È un importante centro agricolo e termale. A partire dal 2005 Sardara detiene il riconoscimento di "Bandiera arancione" assegnato dal Touring Club Italiano, mentre nel 2009 ha ricevuto la Certificazione Herity sulla qualità della gestione del patrimonio culturale.
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L'area fu abitata già in epoca nuragica, per la presenza sul territorio di notevoli ed importanti testimonianze archeologiche, tra cui necropoli, pozzi sacri, villaggi nuragici e nuraghi molto bel conservati e molto ricchi di reperti e di testimonianze. Fu un importante centro anche in epoca romana; nei pressi dell'abitato attuale sorgeva un centro termale chiamato Aquae Neapolitanae, il quale era compreso nell'antica città di Neapolis, già abitata dai cartaginesi. Il paese attuale si sviluppò però nel medioevo. Appartenne al giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Bonorzuli. Vicino sorgeva il castello di Monreale, eretto dai giudici di Arborea.
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Nel centro storico trovano posto diverse chiese: La chiesa romanico-gotica di San Gregorio Magno, risalente al primo quarto del XIV secolo, una delle chiese trecentesche sarde più interessanti, presenta una bellissima bifora di notevole valore architettonico La chiesetta di Santa Anastasia di origine bizantina, anche se il suo assetto attuale risale al XV secolo, dove al suo interno ritroviamo un pozzo sacro di età nuragica, un fonte battesimale del '500, un Cristo ligneo del '600 e la statua di Sant'Anastasia La chiesa di Sant'Antonio risalente al XVII secolo, dove al suo interno si può ammirare un altare ligneo policromo settecentesco con tre nicchie dove troneggiano le statue di San Francesco, Sant'Antonio e della Madonna della difesa;
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Di particolare interesse è il museo archeologico "Villa Abbas", situato nelle vicinanze della parrocchiale della Beata Vergine Assunta, uno dei pochi musei presenti nell'Isola dotati di percorso tattile per i non vedenti, dove sono esposti numerosi reperti risalenti a tutto il periodo che va dal neolitico al tardo medioevo, rinvenuti sia nel territorio di Sardara e sia in diversi comuni della provincia del Medio Campidano e della provincia di Cagliari. Nel corso dell'anno a Sardara si svolgono diverse feste e manifestazioni; la più importante è quella dedicata a Santa Mariàcuas, Patrona della diocesi di Ales-Terralba e Compatrona di Sardara, che ogni anno viene celebrata con grande solennità il penultimo lunedì di settembre.
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Il suo territorio, che si sviluppa per 56,11 km², confina con la provincia di Oristano e si estende a cavallo tra la pianura del Campidano centrale e le prime colline della Marmilla; è attraversato, per circa 10 km, dalla Superstrada (SS131/E25) Carlo Felice e per breve tratto, nell'angolo sud-occidentale, pure dalla ferrovia Cagliari-Golfo Aranci. Confina con i comuni di Collinas a nord, Villanovaforru a nord-est, Sanluri ad est, San Gavino Monreale a sud, Pabillonis a ovest e Mogoro (OR) a nord-ovest. La fascia pianeggiante occupa gran parte del settore centro-occidentale e meridionale del territorio, mentre nelle zone settentrionali e orientali si elevano dei rilievi collinari, alcuni dei quali superano i 300 metri s.l.m..
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