Sant'Antioco, in breve
Sant'Antìoco (Santu Antiogu o Sant'Antiogu in sardo, San Antiòcco in tabarchino) è un comune italiano di 10 344 abitanti della provincia del Sulcis Iglesiente, nel Sulcis. Il comune sorge sui resti di Sulki, una delle città più antiche del Mediterraneo occidentale. È il principale comune dell'omonima isola.
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La storia di Sant'Antioco è antichissima. Una trentina di nuraghi, un certo numero di cosiddette "Tombe dei giganti" e di "Domus de janas" testimoniano che l'isola non fosse priva di insediamenti stabili già in epoca preistorica. Notevole la presenza di numerosi nuraghe costieri, tra i quali si segnalano il nuraghe multitorre S'Ega Marteddu, a ridosso della spiaggia di Maladroxia, il nuraghe Sa Cipudditta situato in un promontorio a picco sul mare in località Su Portu de su Casu e il sito di Grutti 'e Acqua, composto da un nuraghe multitorre polilobato e da uno dei villaggi nuragici più grandi della Sardegna, all'interno del quale sono presenti opere idrauliche e urbanistiche, templi a pozzo e tombe dei giganti.
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Basilica di Sant'Antioco Martire: edificio paleocristiano di fondazione bizantina la cui prima pietra fu posta nel V secolo e presso il cui santuario sono presenti le uniche catacombe della Sardegna. Venne elevata alla dignità di basilica minore da papa Giovanni Paolo II nel settembre del 1991. Chiesa di Santa Maria Goretti Vergine Martire Chiesa di San Pietro Apostolo Chiesa di Nostra Signora di Bonaria Il Villaggio Ipogeo, una parte della necropoli punica di Sulki. Dal Settecento, con il ripopolamento dell'isola, numerose tombe puniche furono utilizzate come abitazioni (is gruttas) dalle famiglie più povere della cittadina. Fontana romana o di Is solus, in piazza Italia;
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Museo archeologico comunale "Ferruccio Barreca": custodisce importanti testimonianze risalenti all'età prenuragica, nuragica, fenicio-punica e romana. Museo etnografico "Su Magasinu de su Binu" (magazzino del vino): raccolta di attrezzi e strumenti delle attività rurali antiochensi. Museo del Bisso: mostra permanente sulla lavorazione del bisso, delle attrezzature e dei prodotti. MuMa - Museo del Mare e dei Maestri d'ascia: esposizione delle attrezzature per la pesca e le attività marinaresche.
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L'economia antiochense comprende vari settori, tra cui una modesta attività portuale (al contrario della notoria floridezza dell'antico porto), un'attività volta alla produzione del sale, alla pesca e naturalmente al commercio del pesce, all'artigianato tessile, all'allevamento ovino, al turismo per lo più stagionale (estivo), all'agricoltura, alla fabbricazione di barche e navi. Sull'isola è ancora viva la tradizione della navigazione "a vela latina"; Sant'Antioco è tra i pochissimi comuni in Italia in cui sopravvive la tradizione dei maestri d'ascia e la costruzione di barche presso piccole aziende a carattere familiare.
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L'isola di Sant'Antioco, nella quale si trova la cittadina omonima, è la maggiore delle isole sarde e con i suoi 109 km² è la quarta d'Italia per estensione dopo la Sicilia, la stessa Sardegna e l'isola d'Elba. Dista da Cagliari 84 km circa ed è collegata all'isola madre grazie ad un istmo artificiale e ad un ponte aperto nei primi anni ottanta. Il territorio dell'isola è ripartito tra il comune di Sant'Antioco, il più popoloso (che sorge sulle rovine dell'antica città fenicio-punica e poi romana di Sulky-Sulci) e quello di Calasetta, secondo centro abitato, per numero di abitanti, dell'isola. Sono inoltre presenti il piccolo borgo turistico di Maladroxia, che fa capo a Sant'Antioco, e quello di Cussorgia (zona Stann'e Cirdu) nel territorio del comune di Calasetta.
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