Pabillonis, in breve
Pabillonis (Pabillonis in sardo) è un comune italiano di 2 396 abitanti della provincia del Medio Campidano.
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Le prime testimonianze dell'uomo nei territori di Pabillonis risalgono al Neolitico (VI millennio a.C. - III millennio a.C.), infatti è possibile spesso trovare frammenti di ossidiana lavorata. La massiccia presenza di questi reperti suggeriscono la presenza di numerosi villaggi presso le sorgenti d'acqua e fiumi. Ancora non è stata trovata traccia di monumenti tipici del Neolitico. Tuttavia è probabile che l'uomo abbia abitato queste zone anche nel Eneolitico. La civiltà nuragica ha lasciato come testimonianza il nuraghe "Surbiu" (completamente distrutto), il nuraghe Santu Sciori, "Nuraxi Fenu" e il nuraghe "Domu'e Campu".
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La chiesa parrocchiale della Beata Vergine della Neve è l'edificio con più testimonianze artistiche. Costruito nel XVI secolo con pianta rettangolare a tre navate, all'interno conserva degli affreschi. La facciata, semplice, è composta dal portale attorniato da lesene. All'interno della chiesa è custodito un tabernacolo ligneo del XVII secolo attribuito a Giovanni Angelo Puxeddu. San Giovanni Battista è la più antica fra le chiese di Pabillonis, risale al XII secolo e faceva parte del vecchio cimitero. In stile romanico con pianta rettangolare a navata unica e volta a botte ha un campanile a vela con doppia campana.
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Di grande fama sono le terrecotte ancora prodotte a Pabillonis, soprannominata Sa bidda de is pingiadas, ma anche le produzioni artigianali in vimini, legno e canna che annualmente vengono esposte ad agosto in mostre artigianali dedicate. Altrettanto famosi sono i mattoni in terra cruda (un impasto di fango e paglia) chiamati ladini che ancora caratterizzano l'aspetto architettonico del paese e che si sta cercando di valorizzare tramite la preservazione e restauro delle abitazioni esistenti. Sa bidda de is pingiadas è l'appellativo con il quale si usa soprannominare Pabillonis. Fin dai tempi antichi, Pabillonis era conosciuta soprattutto negli ambienti più poveri della Sardegna con il nome di sa bidda de is pingiadas (il paese delle pentole).
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È situato nel centro-nord della pianura del Campidano, più esattamente a nord del "Pranu Murdegu", vicino alla confluenza di due corsi d'acqua denominati Flumini Mannu e Flumini Bellu. È principalmente un comune agricolo. Il paese si sviluppa attorno alla chiesa di San Giovanni, un tempo chiesetta campestre e cappella di un vecchio cimitero sul quale attualmente sorge una piazzetta.
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